Noto

27 giugno 2012  |  Published in Location

NOT.fest si tiene a Noto, città patrimonio dell’UNESCO, e si propone come valore aggiunto alle potenzialità della nascente capitale del turismo culturale e balneare della Sicilia orientale. Noto rappresenta un modello di valorizzazione del territorio importante nella politica di sviluppo siciliana, un comune che è riuscito anno dopo anno a creare un’identità turistica solida e di spessore, offrendo una programmazione di iniziative articolata secondo i gusti di un pubblico che comprende tanto i residenti che i turisti italiani e stranieri. La sua posizione strategica rispetto alle località balneari di Marzameni, Lido di Noto, Portopalo, Eloro e Vendicari la rende inoltre la meta ideale per importanti eventi culturali nel periodo estivo.

NOTO

In una regione in cui abbondano olivi e mandorli, Noto è un piccolo gioiello barocco arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro, coperta di agrumi.La sua bellezza, così armoniosa da sembrare una finzione, la scena di un teatro, nasce da un fatto tragico: il terremoto del 1693, che in questa parte di Sicilia portò distruzione morte, ma diede impulso alla ricostruzione. Prima di allora la città sorgeva a 10 km di distanza.

Di origini assai antiche, Noto diede i natali a Ducezio, che nel V sec. a.C. fece tremare i Greci per aver fatto insorgere contro di loro i Siculi. Il terremoto del 1693 distrugge completamente la città. Per la ricostruzione viene scelto un luogo meno impervio e più vasto, che permetta la realizzazione di un impianto semplice, lineare, con intersezioni ad angolo retto e strade parallele ed ampli come vuole il nuovo gusto barocco. Tre le strade principali, che corrono da est a ovest perché il sole le illumini sempre.Tre i ceti sociali che vi si stabiliscono: la prima, Più alta, viene destinata alla nobiltà, la centrale al clero (l’unica eccezione è il palazzo secolare dei Landolina), l’ultima al popolo.

I palazzi sono maestosi, tutti costruiti nella pietra calcarea locale, tenera e compatta, dal candore che il tempo ha colorato creando quella magnifica tinta dorata e rosata che la luce del tramonto accentua, questa ricostruzione, condotta dal Duca di Camastra, rappresentante a Noto del vicerè spagnolo, partecipano molti artisti siciliani, tra i quali Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi, che, influenzato da Borromini, è forse uno dei più inventivi.

La città viene costruita come se fosse una scenografia, studiando e truccando le prospettiva in modo singolare, giocando con le linee e le curvature delle facciate, con le decorazioni delle mensole, i riccioli e le volute, i mascheroni, i putti, i balconi dai parapetti in ferro battuto che si piega in forme aggraziate e panciute. Creazione originale di maestri locali, Noto si inserisce comunque nel panorama che dalle mani degli artisti italiani vede fiorire il sogno barocco in tutta Europa e che dà vita alla nuova capitale russa, San Pietroburgo.

DINTORNI DI NOTO

Noto Antica – 9 km ca a nord-ovest. Lungo la strada che conduce al luogo ove sorgeva la città vecchia, un’indicazione segnala l’Eremo di S. Corrado fuori le Mura, immerso nel verde. Vicino al santuario, settecentesco, si può visitare la grotta ove, nel XIV sec. visse il santo. Riprendendo la strada si incontra poi il Santuario di S. Maria della Scala. All’interno, alle spalle del fonte battesimale, si trova un bell’arco in stile arabo-normanno. Poco più avanti si giunge al sito ove sorgeva Noto prima del terribile terremoto deI 1693. L’antica città si sviluppava lungo il crinale dell’Alveria, chiusa tra due profonde gole che rendevano il sito facilmente difendibile. Attraverso la Porta Aurea ci si addentra fra le strade, un tempo gremite di gente ed ora immerse nella vegetazione, in un suggestivo percorso segnato da pochi ruderi che sbucano tra gli arbusti.

Cava Grande (Laghetti di Avola) – 19 km ca a nord. La visita a Cava Grande consente di scoprire i paesaggi nascosti degli lblei, il massiccio carsico che occupa la porzione sud-orientale della Sicilia, lungo un itinerario poco frequentato e di notevole interesse naturalistico. Percorrendo la strada che collega Palazzolo Acreide a Noto, seguire la deviazione per Avola e poi la strada secondaria con indicazione turistica per Cava Grande. Si giunge al Belvedere, abbandonare l’auto. Da qui si gode di una bella vista sulla Gola di Cava Grande con le imponenti pareti calcaree a picco sul fondovalle, occupato dal corso d’acqua che si apre in suggestivi piccoli laghetti, raggiungibili percorrendo il sentiero che scende nella gola. Leggermente sulla sinistra, si intravede un’apertura scavata nella roccia. E’ la cosiddetta Grotta dei Briganti, solo una piccola testimonianza di quegli insediamenti rupestri che caratterizzano tutte le zone rocciose del sud-est della Sicilia. Si pensa che questa in particolare fosse una conceria. In mezz’ora di cammino (ma il ritorno in salita richiede un tempo almeno doppio), si raggiunge il fiume (la “cava” secondo un toponimo locale). Per tracce talvolta poco evidenti si costeggia il corso d’acqua, seguendo il verso della corrente, immersi nella vegetazione rigogliosa. Dopo alcune centinaia di metri si raggiunge una zona aperta dove il fiume forma una successione di limpide piscine naturali scavate nella roccia e contornate da massi appiattiti, ideali per una sosta al sole. Nella stagione estiva le fresche acque invitano al bagno in quest’ambiente che sembra estraneo al paesaggio tipico siciliano e che costituisce un’alternativa insolita e consigliabile.

Oasi di Vendicari – L’oasi faunistica di Vendicari è stata istituita nel 1984. Oggi è una delle zone umide più rappresentative d’Europa e la sua importanza, dal punto di vista naturalistico, è internazionalmente riconosciuta. Centinaia sono le specie di uccelli che la scelgono ogni anno come luogo di sosta nel viaggio verso le zone di riproduzione. Ma la riserva non è solo questo. E’ infatti uno dei pochi luoghi in cui è ancora possibile osservare la tipica macchia mediterranea in tutto il suo splendore. Numerose sono, infine, le perle archeologiche che racchiude. La storia del rapporto tra Vendicari e l’uomo, infatti, affonda le sue radici nella notte dei tempi. Dalla preistoria, all’età greca e romana (Eloro, via Elorina, stabilimento ellenistico), all’età Bizantina (Catacombe, Trigona), dalla dominazione araba (fortificazioni di Cittadella) al Medioevo (Torre Sveva) per arrivare al XVIII secolo con i ruderi della Tonnara in attività fino al secondo conflitto mondiale.

Spiaggia di Calamosche – Si trova tra i resti archeologici di Eloro e l’oasi faunistica di Vendicari.Nel 2005 è stata insignita dalla Guida Blu di Legambiente del titolo di “Spiaggia più bella d’Italia”. Non è molto facilmente raggiungibile in quanto bisogna percorrere un lungo tratto con l’auto e a piedi; anche per questo segna una scarsa affluenza di visitatori. Il fascino della spiaggia è dovuto alla varietà della vegetazione e alla presenza di un panorama altrettanto vario:la piccola spiaggia si trova infatti tra due promontori rocciosi che, oltre a far si che il mare sia quasi sempre calmo, offrono al visitatore una bellezza inaspettata. Un’altra caratteristica della spiaggia è la presenza di numerosi anfratti,cavità e grotticelle nei due promontori. Per raggiungerla basta percorrere la S.P. 19 (Noto-Pachino) e svoltare a sinistra venendo da Noto (seguendo l’indicazione “Spiaggia Calamosche”) all’incirca a 11,40 km da Pachino.