2manydjs

15 luglio 2013  |  Published in Lineup 2013

Contaminazione allo stato puro. Immaginate di far convivere i Velvet Underground con i White Stripes, Iggy Pop con le Destiny’s Child oppure Kylie Minogue con i Royksopp. Impossibile? Affatto: non solo ce la si può fare, ma nel farlo si può anche diventare dei miti nell’ambiente dei DJ e dei clubber. Questo è quanto accade con 2 Many DJ’s, progetto che prende vita nel 2002 quando i carismatici fratelli Stephen e David Dewaele, frontman e chitarrista della rock band belga Soulwax, si dedicano a una serie di sessioni di mix eseguite alla radio. Tutto il materiale ricavato viene poi raccolto dagli intraprendenti fratelli e rielaborato al computer grazie a speciali software di editing audio. Dopo settimane di lavoro fatto di slanci creativi, sperimentazione musicale ma anche minuziosi taglia e cuci digitali, il disco acquista una sua forma, un suo senso e un nome:”As Heard On Radio Soulwax, Pt. 2“.

In maniera a dir poco sorprendente, i due rocker in libera uscita sono riusciti a mettere insieme un virtuoso collage musicale, ribattezzato in giro ‘bastard pop’, composto da decine e decine di beat, samples, cut-up, estratti di canzoni rare o popolari, ma tutte rubate a ogni genere possibile e immaginabile.
Per capire la portata della loro opera basta pensare che i diritti sulle canzoni hanno causato non pochi problemi e ritardi all’uscita del disco: ci sono voluti 6 mesi, centinaia di fax, telefonate e e-mail per contattare le label interessate, 45 tra major ed etichette indipendenti, e ottenere tutti i diritti per altrettanti brani che compongono il disco.
Infatti non si tratta di remix ma di veri e propri cloni ottenute con la somma e la sovrapposizione di stralci di altri brani spesso affiancati con la tecnica del mash-up, pratica molto diffusa anche tra i DJ amatoriali che poi riversano le loro opere sul Web. Sono circa 187 le differenti canzoni coinvolte nella produzione del disco, 62 delle quali sono state scartate e di 11 non è stato possibile risalire agli autori.
Nel costruire la loro opera, una vera e propria centrifuga del vinile, il duo dichiara di essersi ispirato al grande Grandmaster Flash, pioniere nell’arte del djing i cui set e session erano la sintesi del meglio della musica in circolazione: un concentrato di energia pura che faceva scatenare la folla sui dancefloor, pratica che è tornata molto in auge dalla metà degli anni novanta in avanti. Quindi, anche se alla fine la loro idea non è completamente originale, i due leader dei Soulwax sono stati i primi ad andare fino in fondo e a mettere su disco quello che tutti i loro colleghi hanno sempre fatto dal vivo negli ultimi anni.

http://en.wikipedia.org/wiki/Soulwax

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